2 Validi motivi in Più

2 Validi motivi in Più

OLTRE A 1000 RAGIONI (STORICHE, GEOGRAFICHE, VIABILISTICHE, ETICHE E SOCIOECONOMICHE)

2 FORTI e VALIDI MOTIVI in PIU’

PER CHIEDERE LA REALIZZAZIONE DEL

TUNNEL verso la MESOLCINA:
il collegamento PIU’ BREVE ed IMMEDIATO

a) dell’ITALIA (province di SONDRIO, LECCO, COMO,
BERGAMO e BRESCIA)

verso la SVIZZERA
verso l’ EUROPA CENTRALE

b) della SVIZZERA e del CENTRO EUROPA

verso il MEDITERRANEO

c) del CANTON GRIGIONI

verso le proprie REALTA’ INTERNE

(dalla VAL POSCHIAVO alla VAL MESOLCINA)

verso il TICINO

2 FORTI e VALIDI MOTIVI in PIU’

1000 sono le ragioni (turistiche, storiche, geografiche, viabilistiche, etiche e socioeconomiche) esposte nell’opuscoletto che il Sindaco di Campodolcino Giuseppe Guanella ha elaborato e consegnato alle Autorità Regionali (in data 30/06/2015), ai Presidenti della Provincia di Sondrio e della Comunità Montana e a tutti i Sindaci della Valchiavenna (il 25/10/2015) durante le celebrazioni tenutesi in Campodolcino in occasione del Primo Centenario della morte di San Luigi Guanella, cui si vorrebbe intitolare il realizzando tunnel in quanto antesignano dei rapporti di forte collaborazione con la Svizzera (le motivazioni di tale proposta sono riportate a pag. 17 della “Relazione-Proposta di massima” che si riporta sul nostro SITO).

Oltre alle precitate 1000 ragioni 2 sono i motivi di recentissima drammaticità ed importanza.

Il PRIMO è quello rappresentato dalla frana del Cengalo. La drammatica attualità di questa estate ci impone di far chiarezza su uno schema logico di basso profilo, in base al quale ogni Valle, ogni Regione e ogni Nazione debba pensare solo a se stessa. E’ bene quindi sgomberare ogni e possibile equivoco.
La spaventosa frana caduta dal Cengalo durante la scorsa estate non solo ha sconvolto in modo indicibile tutta la Val Bondasca fino a Bondo, ma ha posto fortemente a rischio (anche per la corrente stagione invernale) i collegamenti con St. Moritz e il Canton Grigioni. Ha richiamato principalmente e in modo drammatico l’attenzione di tutti sul problema dei collegamenti stradali nelle zone di montagna: non c’è infatti una realtà (o in Svizzera o in Italia) che possa ritenersi al sicuro da tali possibili catastrofi. Quindi Italia e Svizzera devono operare in modo sinergico e collaborativo per far si che una Valle (Italiana o Svizzera che sia) possa offrire sbocchi e alternative di viabilità praticabile per l’una o l’altra parte, onde evitare in tal modo l’isolamento e la morte economica di un’intera realtà.

Il SECONDO è stato reso pubblico, con grande rilievo, dai giornali locali, quando, a metà dello scorso mese di novembre, hanno reso noto il comunicato che il Sottosegretario Regionale alle Politiche per la Montagna, On. Arch. Ugo Parolo e il Presidente della Provincia di Sondrio Dott. Luca della Bitta, hanno inviato alle Autorità Elvetiche: “Con stupore abbiamo appreso dal sito internet relativo alla viabilità del vostro Ente, della decisione di chiusura invernale della strada del Passo dello Spluga a partire dal prossimo 13 novembre 2017 fino al 27 aprile 2018”.

Riteniamo che, a fronte dell’impegno reciproco assunto lo scorso 27 settembre a Coira di attuare ogni massimo sforzo per garantire la prolungata apertura del valico, la decisione presa dal Governo Svizzero sia assolutamente da rivedere”. I media (nazionali e locali), con toni e titoli piuttosto forti (“ALTRO CHE RIPENSAMENTI SVIZZERI. GIU’ LA SBARRA DEL PASSO DELLO SPLUGA” titolava “La Provincia” del 14/11/2017) hanno messo in evidenza l’unilateralità del provvedimento adottato senza nessuna consultazione delle autorità italiane, con le quali sembrava fosse stata concordata la necessità di un “preventivo incontro finalizzato alla condivisione di una decisione tanto significativa. …Nessuna telefonata, nessuna mail. E nessun dietrofront dopo le proteste italiane”.

Comunque sia il PASSO dello SPLUGA ORA È CHIUSO (come peraltro è sempre avvenuto negli anni passati) e resterà chiuso sicuramente fino al 27 aprile 2018, cioè per almeno 5 mesi e mezzo, salvo che avverse condizioni atmosferiche comportino ulteriori rinvii all’apertura dello Spluga.

Non è possibile e non è più tollerabile che i collegamenti internazionali e l’economia e il turismo di una Valle, di una Provincia, di una Regione siano legati e dipendano dalle condizioni atmosferiche e da una sia pur valida, ma settoriale, motivazione economico-turistica, come quella legata al funzionamento degli impianti di risalita e delle piste da sci della Skiarea di Splugen, situati sul percorso della strada che da Splugen porta al Passo.

Ecco quindi l’inderogabile necessità di realizzare il tunnel di collegamento con la Mesolcina che riuscirebbe a coniugare da una parte la necessità degli indispensabili collegamenti internazionali e dall’altra potrebbe assicurare il funzionamento degli impianti di risalita attivi sul versante Svizzero.

Se è vero che l’economia di St. Moritz e del Canton Grigioni non può avere sul capo una spada di Damocle così devastante come quella rappresentata dal Cengalo senza trovare un’alternativa sicura e praticabile, è altrettanto pur vero che lo sviluppo dell’economia e del turismo della Valchiavenna, della Provincia di Sondrio, dell’Alto e Medio Lario (sponda orientale ed occidentale del lago) non può dipendere o essere legato a quei 4 mesi (o poco più) di apertura del Passo dello Spluga.

Tale riflessione diventa ancor più stridente se si considera che gli Organi Comunitari Europei hanno stabilito che, in base alla “nuova rete centrale TEN-T…la stragrande maggioranza dei cittadini e delle imprese NON DISTI più di 30 MINUTI di viaggio dalla RETE PRINCIPALE” (vedasi al riguardo quanto rappresentato nelle pagg. 10 e 11 della già citata Relazione).

Ora, da una parte l’endemica questione rappresentata dall’impossibilità di rendere percorribile nei mesi della lunga stagione invernale il Passo dello Spluga e dall’altra la minaccia incombente prefigurata dalla gigantesca frana della Val Genasca (vedasi pag. 9 della summenzionata Relazione), richiamano, in modo drammatico, quanto capitato in Val Bregaglia la scorsa estate.
Ecco qui evidenziata in modo irrefutabile l’indifferibile necessità che una Valle possa offrire valide alternative di sbocco all’altra.

Il “TRAFORO di CRESTA dello SPLUGA”: equivoco da sfatare.

Qualcuno, quando ipotizza la realizzazione del “Traforo di cresta dello Spluga” forse ignora:
1) che sul percorso della Strada dello Spluga, lato Svizzera, si snodano gli impianti di risalita e le piste di sci del
comprensorio sciistico di Splugen, rendendo, in tal modo, ugualmente non praticabile lo Spluga dal Passo
all’abitato di Splugen per lo stesso periodo di tempo che generalmente viene riservato per la pratica dello sci;

2) che un’ipotesi siffatta offrirebbe quindi pochi vantaggi anche dal punto di vista viabilistico in quanto questi
sarebbero limitati solo al periodo di apertura del Passo (dai primi di maggio alla metà di novembre di ogni anno);

3) che la difficoltà di accesso allo Spluga non è solo determinata dalla quantità di neve che scende dal cielo ma
soprattutto dai pericolosi accumuli di neve portata dal vento, che spesso si formano quasi subito dopo il passaggio
dei mezzi sgombraneve.

E’ bene sì migliorare, in tutti i modi la viabilità che, tramite la SS. 36, sale allo Spluga, ma pensare che una simile ipotesi possa da sola favorire ed incrementare i commerci e il turismo, da e verso la Svizzera e da e verso il Centro Europa, è una soluzione che non può trovare giustificazione alcuna per gli elevati costi, che rendono assolutamente sproporzionato il rapporto costi-benefici. Parimenti non sono sopportabili i disagi (la strada rimarrebbe comunque stretta ed angusta) e i tempi di percorrenza per raggiungere ed oltrepassare il valico. Pensare che il “Traforo di Cresta” possa essere la panacea o rappresentare la soluzione ai problemi del turismo, del trasporto di persone e di merci, sarebbe come vivere nel seguente paradosso.

Mentre tutti gli altri, in tutte le altre Regioni d’Europa e dell’Italia, si avvalgono di trasporti celeri ed efficaci, a coloro che invece scelgono di avventurarsi sui ripidi ed angusti tornanti dello Spluga, si impone di usare come mezzo di trasporto e di locomozione il carretto di alcuni secoli fa. Sono dazi assurdi, gabelle fuori dal tempo, ceppi che non si possono più né tollerare né imporre alla Valchiavenna, alla Provincia di Sondrio, all’Alto Lario e alla Regione Lombardia, salvo voler la loro condanna al declino e alla marginalità.

Gli amici Svizzeri, fortemente sensibili alle tematiche ambientali, posti di fronte al dilemma se puntare cioè su un “Traforo di Crestasul San Bernardino o realizzare un tunnel di più rapido ed agevole collegamento alla base del precitato monte, non hanno avuto dubbi di sorta, lasciando la vecchia strada (che di anno in anno viene lodevolmente arricchita con significative migliorie) per le auto, le moto storiche e per gli appassionati del turismo ciclistico, optando, in modo chiaro e deciso, per il Traforo del San Bernardino, onde favorire una viabilità più immediata, rapida e spedita verso il Centro e Nord Europa, e, a sud, verso la dorsale Bellinzona-Lugano-Como-Milano.
In buona sostanza è bene comprendere che lo Spluga non serve solamente alla preziosa “nicchia” dei turisti ma anche e soprattutto ai Lavoratori Frontalieri, che da troppo tempo si sottopongono a sacrifici, fatiche ed estenuanti tempi di percorrenza per recarsi sui luoghi di lavoro.

Tanti infatti sono i lavoratori frontalieri dell’intera Provincia di Sondrio, così come quelli delle Province di Como e Lecco e della parte alta delle Valli in Provincia di Bergamo e Brescia. Quanti di costoro, di primo mattino, si vedono passare sui ripidi tornanti del Passo dello Spluga per recarsi al lavoro nei Grigioni, o al centro della Svizzera o nelle floride Regioni della Bassa Germania!
A costoro e alle loro incalcolabili fatiche e privazioni è dedicato un capitoletto a pag. 16 della citata Relazione.

Il SOSTEGNO delle ISTITUZIONI verso il TUNNEL di collegamento VALLESPLUGA- VAL MESOLCINA

1) Il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Sondrio, Dott. Luca Della Bitta, in risposta (nota in entrata PROT.
1812) ad una lettera del Maggio 2016 (PROT. 1763) inviata a lui e alla Presidenza della Regione Lombardia, da
Giuseppe Guanella (Sindaco di Campodolcino dal 07/05/2012 all’ 11/06/2017) su tale argomento, testualmente
affermava: “Per quel che riguarda…il collegamento con la vicina Mesolcina, credo questo concretizzi la volontà
politica di costruire un futuro positivo per il nostro territorio…Desidero pertanto rinnovare il mio personale
impegno affinchè tale proposta concreta sia portata con la massima e dovuta attenzione, sui tavoli
di confronto
tra territorio (sotto il coordinamento di Regione Lombardia) ed il Canton Grigioni, nelle sue diverse articolazioni
istituzionali, al fine di individuare un chiaro percorso di approfondimento e realizzazione. Impegno che dovrà
tradursi anche in supporto ad iniziative di carattere locale.”

2) Pari sostegno è venuto dalla Regione Lombardia nella persona dell’On. Arch. Ugo Parolo, Sottosegretario alle
Politiche per la Montagna.

3) Anche l’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Dott. Alessandro Sorte, in
occasione della consegna da parte del Sindaco Giuseppe Guanella del Progetto di “Tunnel stradale Italo-Svizzero”,
martedì 30/06/2015, espresse il suo interesse verso tale ipotesi (vedasi pagg. 25-26 della più volte citata Relazione)

4) Sostegno esplicito ha manifestato (vedasi sempre pagg. 25-26 della Relazione) anche l’On. Michael Maurizio,
Membro del “Gran Consiglio Canton Grigioni”.

5) Altrettanto esplicito è stato al riguardo il sostegno dei Sindaci di Chiavenna, di Piuro, di Verceia, di Samolaco, di
Mese, di San Giacomo Filippo e di Campodolcino, sottoscritto nel “Documento Programmatico Triennio 2016-
2019
”, presentato in Comunità Montana il 31/05/2016 (PROT. 4977) ed approvato in Assemblea C.M. del
30/06/2016, tramite il quale si sostiene che è “intenzione dell’Ente predisporre un tavolo tecnico italo-svizzero
per lo studio relativo al Traforo della Mesolcina al fine di redigere il progetto ed essere pronti a proporre le
opere all’interno delle varie istituzioni locali e nazionali, anche al fine di incentivare il turismo, onde evitare
l’isolamento della Valle Spluga, dell’intera Valchiavenna, della Bassa Valtellina e dall’Alto Lario (sponda
occidentale /orientale del lago)”.

6) Ancor più circostanziata e risoluta è la nota del Presidente della Comunità Montana, Dott. Flavio Oregioni, del 
 14/09/2016, avente per oggetto: “Progetto di collegamento Valle Spluga-Val Mesolcina” tramite la quale il 
 Presidente esprime “la piena condivisione del progetto di collegamento della Valle Spluga con la Valle 
 Mesolcina…Per questo motivo si intende…diffondere e far conoscere gli aspetti positivi di questo collegamento 
 est-ovest Italia-Svizzera in ogni sede, soprattutto al fine di rendere più agevole la mobilità transfrontaliera e 
 turistica…definendo un Progetto Integrato di mobilità e di comunicazione di Grande Area, in raccordo con i 
 Programmi di Regione Lombardia, del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Sondrio e con il 
 Canton Grigioni…Consapevole che grazie a nuove vie di comunicazione e transito si favoriscono scambi 
 importantissimi per la crescita economica, culturale e sociale anche dei nostri territori confinanti alpini”.
 Successivamente alla precitata nota il Presidente della Comunità Montana Valchiavenna Dott. Flavio Oregioni 
 (autorizzato con deliberazione della G.E. n. 173 del 28/09/2016) e il Sindaco di Campodolcino Giuseppe Guanella 
 (autorizzato con deliberazione della G.C. n. 48 del 24/09/2016) in data 04/10/2016, presso la sede della Comunità 
 Montana della Valchiavenna, sottoscrivevano un “PROTOCOLLO D’INTESA” che vincola “la Comunità Montana 
 Valchiavenna e il Comune di Campodolcino a promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di 
 realizzare il collegamento est-ovest, Italia-Svizzera, Valle Spluga-Valle Mesolcina, in ogni sede soprattutto al fine 
 di rendere più agevole la mobilità transfrontaliera e turistica” (vedasi nota del Presidente Oregioni a pagg. 27 e 
 28 della “Relazione”).

UTOPIA o doveroso RILANCIO delle nostre TERRE, delle nostre PROVINCE e della nostra REGIONE ?

Alcuni ci hanno detto che è tutto solo UTOPIA. A costoro rispondiamo che tutte le grandi idee, quando si è riusciti a realizzarle, erano prima classificate e considerate come grandissime utopie.
Se nella lunga ed avvincente storia della civiltà, l’uomo si fosse comportato in modo così rinunciatario, l’umanità avrebbe fatto pochi passi in avanti.
Siamo fortemente convinti che la realizzazione di un simile progetto permetterebbe alla nostra Valle, alla nostra Provincia (unitamente a quella di Como e di Lecco) e all’Alto e Medio Lario (sponda occidentale ed orientale del lago di Como), di compiere un grande balzo in avanti e in alto.
Tale opera offrirebbe, per il presente e per il futuro, nuove opportunità occupazionali prima nella fase di realizzazione e poi in quella della gestione.
Permetterebbe cioè alla nostra nazione di uscire dal torpore della crisi, che da troppo tempo attanaglia il nostro Paese, fino a relegarlo in una classifica che lo vede soccombere persino nei confronti di nazioni, le cui economie e capacità sono sempre state di molto inferiori a quelle italiane.
E’ intenzione del Comitato esplorare ogni possibile opportunità in merito, pur consapevoli delle difficoltà dell’opera.
Si procederà altresì alla raccolta di firme a sostegno del progetto che verranno presentate alle Autorità locali, Regionali e Nazionali (vedasi modello a pag. 29 della Relazione).

In occasione del primo incontro a Campodolcino, avvenuto sabato 16/09/2017 si è deciso di individuare tra coloro che hanno dichiarato la loro disponibilità a far parte del Comitato 2 alte Personalità con funzione di PRESIDENTE ONORARIO e un Comitato Operativo che viene costituito al solo scopo di dare immediatezza operativa ed è aperto al contributo di altri possibili sostenitori.

PRESIDENTE ONORARIO PRESIDENTE ONORARIO
Padre ALFONSO CRIPPA Rag. FRANCO MORO

Superiore Generale dei Servi della Carità (Guanelliani) Presidente del Consorzio Promozione Turistica della Valchiavenna.
Curia Generalizia Roma Noto imprenditore e Consigliere della Confindustria di Lecco
e Sondrio

COMPONENTI IL COMITATO
(in ordine alfabetico)

1. Ing. BESSEGHINI LUCIANO. Libero Professionista -Grosio (SO)-

2. T.A.A. BONGIASCA FIORENZO. Imprenditore. Sindaco di Gravedona per due mandati dal 2001 al 2011 e Sindaco di
Gravedona ed Uniti per altri due mandati dal 2011 a tuttora (con scadenza 2021).
Vicepresidente dell’Amministrazione Provinciale di Como dal 2014 a tuttora (con scadenza 2019). Presidente del
Consiglio Provinciale della Provincia di Como dal 2002 al 2007. Consigliere in carica della Comunità Montana
Valli del Lario e del Ceresio.

3. Avv. BRASCA ANGELO. Patrocinante in Cassazione -Milano- Il nonno LUIGI BRASCA (1882-1929) fu tra i più
convinti sostenitori del Traforo dello Spluga (vedasi Relazione a pag. 5)

4. Ing. DE PEVERELLI RAFFAELE. Noto imprenditore e Presidente della FIC (Frigotecnica Industriale Chiavenna)
Già valido Vicepresidente della Confindustria Provinciale di Sondrio

5. Rag. DOMENIGHINI GIANFRANCO. -Sondrio- Imprenditore e titolare della GPD Domenighini Srl

6. Dott. GERONIMI GIANCARLO. -Chiavenna- Commercialista con studio a Milano e a Chiavenna

7. Dott. GUANELLA GIUSEPPE. Dirigente Scolastico, in pensione, di Istituti Superiori a Sondrio, Morbegno e
Chiavenna. Già due volte Sindaco di Campodolcino durante la Consigliatura quadriennale dal 1995 al 1999 e
dal 2012 al 2017

8. Dott.ssa GUANELLA ORNELLA. –Chiavenna-Campodolcino- Imprenditrice, laureata in Economia e Commercio.

9. Rag. GUANELLA PIETRO. Convinto sostenitore del tunnel stradale Campodolcino-Mesocco, come il padre
Fabio e come lo zio Dott. Emilio Guanella, già Sindaco di Campodolcino dal 2004 al 2009

10. GUANELLA ROBERTO. -Campodolcino- Imprenditore e convinto sostenitore del tunnel stradale
Campodolcino-Mesocco

11. Ing. LEONARDI ENRICO. -Milano- Dirigente esperto di Società nel settore gallerie-ponti-dighe. Figlio del
defunto Ing. Luciano Leonardi (09-05-1925/18-12-1997) nativo di Campodolcino. L’Ing. Luciano fu uno dei più
fervidi promotori per la realizzazione dello Sky Express (funicolare in galleria che unisce Campodolcino basso a
Campodolcino alto- Motta), fu anche un convinto sostenitore del Tunnel stradale Italia (Campodolcino)-
Svizzera (Val Mesolcina). Discendente diretto di Don Luigi Guanella in quanto figlio della pronipote del Santo,
Costantina Guanella (1893-1976)

12. Dott.ssa MORELLI GIULIANA. Commercialista con studio a Chiavenna e a Monza

13. Geom. NONINI MARIO. Capocantiere in numerosi lavori all’estero – Cosio Valtellino (SO)-

14. Ing. PEDRAZZI GIORGIO. -Milano- Dirigente e noto esperto di società nel settore gallerie-ponti-dighe,
Titolare di Società con sede a Milano, Varsavia e Bucarest

15. Avv. PORCIANI PIERO. -Milano- Patrocinante in Cassazione e noto sostenitore del Tunnel stradale con la
Mesolcina

16. Rag. POZZOLI GIAMPAOLO. Noto imprenditore di Chiavenna. Assessore all’Industria e Commercio della
Comunità Montana della Valchiavenna. Sindaco di Chiavenna dal 2004 al 2009. Nel 1984 entra nel Consiglio di
Amministrazione della SIEC (Società Elettrica Chiavenna) di cui diventa Presidente nel 1987 (tuttora in carica)

17. SALLUSTI ALESSANDRO. -Milano- Direttore Responsabile de “IL GIORNALE” -Milano- dal settembre 2010.
Giornalista professionista con Indro Montanelli a “IL GIORNALE”, a “IL MESSAGGERO”, ad “AVVENIRE” e al
“CORRIERE DELLA SERA”. Vicedirettore a “IL GAZZETTINO” di Venezia e Direttore de “LA PROVINCIA DI
COMO”. Dal 2007 al 2008 è direttore di “LIBERO”, che lascia per diventare EDITORE e DIRETTORE de
“L’ORDINE DI COMO” (ex quotidiano della Diocesi di Como), che riapre e rilancia definitivamente.

18. Arch. SALVETTI MARIO. Libero professionista. -Costa Volpino (BG)-

19. Ing. SCARAMELLINI MARCO. -Sondrio- Libero professionista. Presidente riconfermato dell’Ordine
Provinciale degli Ingegneri di Sondrio

20. Ing. SONGINI ALBERTO. -Sondrio- Dirigente in pensione di ANAS. Comp. Trieste

21. Geom. TIRINZONI ANSELMO. -Delebio- Tecnico del settore

COMITATO OPERATIVO

Presidente: Dott. Giuseppe Guanella

Vicepresidente: Geom. Mario Nonini – Rag. Pietro Guanella

Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Legali: Avv. Piero Porciani

Responsabile dei contatti con Società del settore: Ing. Giorgio Pedrazzi e Ing. Enrico Leonardi

Responsabile delle problematiche tecniche: Ing. Marco Scaramellini e Geom. Anselmo Tirinzoni

Responsabile delle problematiche Commerciali e Fiscali: Dott. Giancarlo Geronimi e Dott.ssa Giuliana Morelli

IL COMITATO

Dicembre 2017

N.B. Si unisce in allegato la -RELAZIONE- PROPOSTA DI MASSIMA- consegnata alle Autorità Regionali (in data
30/06/2015), ai Presidenti della Provincia di Sondrio e della Comunità Montana e a tutti i Sindaci della
Valchiavenna
(il 25/10/2015) durante le celebrazioni tenutesi in Campodolcino in occasione del Primo
Centenario della morte di San Luigi Guanella.